TIRARE LE SOMME…BOCCIATA

Buongiorno a me, caro diario ti racconto di ieri. La giornata era partita piuttosto bene, avevo fatto una ventina di minuti di camminata e pensavo al pranzo leggero: primo sale osella e cocomero. L’errore è aver mangiato troppo poco. Infatti poi…nel pomeriggio, è sopraggiunta un po’ di tristezza per il lavoro che stavo facendo, delusione e amarezza nel constatare tanti errori commessi nel passato (2023 anno horribilus) quindi ero avvilita, sopraggiunta una stanchezza più dell’anima che fisica (ovviamente), un po di fame…e sono arrivata a casa con la fame, l’ansia e la tristezza tutto insieme ho fatto stupidaggini. sono passata al supermercato proprio già con il pensiero di comprare cibo spazzatura: patatine fritte e non ricordo cos’altro. in sostanza arrivata a casa ho mangiato tutto il pacchetto di patatine, due panini integrali piccoli con la nutella, due/tre pesche, una statoletta di salmone al naturale (sano ma del tutto superfluo e non c’entrava niente)…secondo me questo disastro è stato causato da due fattori:

‘1) mangiato troppo poco a pranzo non va bene…poi ti viene la fame e fai delle stupidaggini – e su quest’aspetto posso darmi da fare.

‘2) le emozioni che come sempre la fanno da padrone e con la fame è quasi impossibile per me fronteggiare l’ondata che mi sommerge la volontà.

Cosa ho imparato? che devo fare la spesa senza fame. hahahah che novità, vero? lo so benissimo…ma in certi momenti è come se ci fosse una parte di me che letteralmente viene sommersa nel subconscio ed emerge un’altra me….che pensa solo di lenire il dolore, il vuoto, il malessere che sente mangiando.

piccolo passo

ieri i miei “amici” mi hanno di nuovo “pestato un callo”.ma stavolta ho reagito…oddio che parolone reagito. semplicemente ho interpellato chat gpt raccontando il mio disagio e su sua proposta ho inviato un messaggio ad Alf. probabilmente l’errore è mio…ho atteso troppo andando avanti a sorrisi e ingoiando tutto quello che mi infastidiva. come l’estate scorsa a ferrara sempre a casa per supermercati e poi arriva lei e fanno escursioni varie.oppure altra cosa strana non sono stata più invitata ai concerti di alf…e questo a partire dalla vicenda della casa. insomma non si fa più niente, se propongo qualcosa sempre mal di pancia o disturbi di stomaco.

comunque una cosa è certa: a parte il periodo di maggiore stanchezza e stress che come tutti gli anni mi fa comportare con maggiore irritabilità, sono assolutamente in fase di trasformazione, evoluzione. sono stufa di ingoiare tutto ciò che mi crea disagio, fastidio e mi fa stare male. poi mi gonfio e mangio. e’ già cominciato con Piccola Freccia al quale ho raccontato del disagio della cena del compleanno di Gegia…che sembra aver sortito un effetto positivo. ora vedremo il messaggio inviato a al…che effetti produrrà. se si allontanano nulla di grave, non c’era rimasto nulla, quindi non perderò nulla. ora devo vedere come organizzare le vacanze.

p.s. se vi state chiedendo cosa è accaduto con quei due, si sono premurati di inviarmi un mess per avvisarmi che si vedevano con Luig e andavano a cena nel mio ristorante preferito nel quale con me non si va da bho…due anni? tant’è che è il ristorante nel quale vado a mangiare da sola ormai da 3 volte. ok, è una cavolata, ma forse è proprio un piccolo sassolino che nella scarpa da fastidio e ti fa camminare male. e poi….qui ormai i sassolini sono diventati tanti. basta, i sassolini si buttano via

novità ?

Caro diario, penso che le sofferenze degli ultimi anni, la mia nuova situazione personale e “famigliare” mi stia aiutando seppur in modo a me inconsapevole, a rafforzare la mia personalità, il mio amor proprio. sono state tappe involontarie, causate da forza maggiore…ma vedo dei cambiamenti nel mio modo di vedere il mondo, sentirlo e reagire. Ovviamente il grande cambiamento è avvenuto con la perdita della mia migliore amica, mia mamma. Era la fonte del mio sentirmi importante per qualcuno, ma al contempo era una zavorra che mi teneva ancorata al mio vecchio “stile di vita”. la regola non scritta era quella di assecondare sempre tutti, porgere sempre l’altra guancia, sorridere anche quando ti senti sopraffatta e umiliata. dopo la perdita di mamma che come prima differenza mi ha dato tempo libero…poi è venuta la questione personale/lavorativa della mia ex amica Paola. Essere stata trattata come un rifiuto, con disprezzo….da quella che si presentava come mia anima quasi gemella mi ha gettata in un periodo di profonda prostrazione. e che il mio amico Ale sia rimasto amicissimo della sorella non mi ha aiutato. Anche se comincio a capire che a lui non ha fatto nulla, quindi per lui non è cambiato granchè. si può rimanere amici di persone che si sono comportate in modo abietto, basta che non lo hanno fatto con te. E’ facile chiudere gli occhi e girarsi dall’altra parte quando ti conviene. in positivo in questi ultimi anni c’è stata la nuova amicizia con il gruppetto di Arcin, e la frequentazione, benchè non assidua, con cri e save. C’è altro al mondo oltre Al e Al. comunque….questi grandi cambiamenti (la perdita di mamma e di Paola) mi hanno messa di fronte ad un bivio. o chiudermi in casa senza nuove iniziative oppure ricominciare pian pianino a risalire la china, cominciare ad appoggiare mattone su mattone la mia nuova me. e sono stati piccoli, piccolissimi, lentissimi passi che ad oggi, voltandomi indietro, mi fanno sentire orgogliosa di me. C’è ancora un mondo di cose da fare, vero…ma sto vedendo che una parte di me comincia a non aver più voglia di subire. Sono stanca di ricevere da Francesca regali per aiutarla nel 730 di roba che è evidentissimo sia robaccia. Roba usata..come quella maglietta orrenda che mi ha portato l’anno scorso in una busta da mercatino. Non credo di sbagliare immaginando che l’aveva comprata su un banchetto delle cose usate a 2 euro. E quest’anno? si è presentata con un’orchidea ovviamente non comprata ma acchiappata chissà dove. ho ringraziato, non avrei potuto fare altrimenti. Ma non ho potuto fare a meno di chiedermi: ma come ha fatto a presentarsi con quella roba? E’ lei che è una cafona ignorante oppure sono io che le ho trasmesso la sensazione di poterlo fare? E questa cosa è avvenuta anche giovedì sera con Al e Al. Mi chiamano in ufficio in orario di lavoro dicendomi che hanno dei prodotti di ortofrutta ricevuti per errore di consegna, e mi hanno chiesto se ne volevo un po’. ok, mi sono profusa in ringraziamenti per aver pensato a me. bene. La sera passo velocemente (perchè dovevo arrivare di corsa a casa per mettere in frigorifero il mounjaro) prendo la busta, arrivo a casa e cosa mi avevano preparato da portare via? odori da brodo (carote, sedano, cipolla) e una pianta di lattuga. mi sono sentita umiliata. Queste sono cose che al mercato ti regalano. e tu ti prendi i miei ringraziamenti per questa roba? ma non ti vergogni di avermela data? mia madre mi ha insegnato a pensare prima agli altri e poi a me. fai del bene e scordalo e fai del male e pensaci. fai agli altri ciò che vorresti fosse fatto a te. e se ho ricevuto ortaggi e frutta, sono pieno di soldi, non tratto così una persona. io avrei o dato i prodotti migliori all’altra persona, o quanto meno diviso equamente i prodotti. invece neppure una mela. e la domanda di è riproposta: ma davvero sono io che trasmetto questa sensazione di potermi trattare da pezzente? forse è vero che sono sempre stata facile da gestire come persona. già. e poi, sempre loro….ieri mi chiama Ale alle 17.40 per avvisarmi che oggi ci si deve vedere alle 14.00 per giocare e mi dice “tu che fai? vieni a pranzo vero?” hanno organizzato la giornata tra loro e il cugino (bella persona) e mi hanno aggiornata sulle loro decisioni senza pensare che io potrei aver avuto delle difficoltà o necessità diverse.

Insomma…ho affrontato il problema di questo mio malessere su Chatgpt. e riporto qui le prime cose che ha scritto in risposta: quello che stai descrivendo non significa che stai diventando cattiva, rancorosa o meno generosa. Significa, forse, che stai cominciando a distinguere la bontà dalla sopportazione.

Per tutta la vita, fino ad oggi, ho usato il perdono ed il sorriso per proteggere i rapporti e andare avanti. Il fatto che adesso certe situazioni mi pesino in modo quasi insopportabile, è il segnale che dentro di me sta nascendo un confine nuovo. Non voglio più essere buonista nel senso che mi insegnò Albina. Un confine nuovo vuol dire “ti voglio bene ma non accetto che ti rapporti con me così”. Sto reagendo con rabbia, nausea alla SENSAZIONE di essere stata considerata poco. Quella busta è diventata il simbolo, l’emblema di tutte le altre molte volte in cui ho avuto la consapevolezza di aver ricevuto le briciole e dover anche ringraziare. E qui apro una piccola parentesi. Mi fu rinfacciato da Paola che mi accontentavo gli avanzi quando si parlava della mia relazione con Franco, ma fosse anche stato così, ero io a desiderare una relazione e se quello che potevo ricevere erano briciole era una mia scelta. Ma se tu invece mi fai un regalo che non ti ho chiesto e il finale è questo…la prospettiva cambia.

Oggi vedo ale e alf….ho deciso di muovermi in due direzioni: per prima cosa stavolta mi prendo cura di me. Devo decidere come devo vestirmi, pettinarmi e truccarmi. Devo cambiare il mio biglietto da visita, dire al mondo che sto cambiando attraverso la mia immagine esteriore. non è nelle mie corde, ma forse mia madre ha cercato di insegnarmelo (anche se proprio nella mia adolescenza è stato il suo periodo peggiore anche per lei, rimasta vedova doveva al 99% pensare ad andare avanti, altro che estetica, dopo ha ripreso, ma il “danno” per quanto mi riguarda era fatto.) ma io sono stata una pessima alunna. A parte ciò, la mia piccola conquista di libertà è stata fissare un impegno alle 18.00 così appena arrivano le 17.30 saluto tutti e vado via. Riprendo la mia vita. Questa sensazione di rabbia, disagio, voglia di urlargli contro che non possono comportarsi così mi fa su e giu nello stomaco e nell’anima, come se volessi vomitarglielo adosso. Chat gpt ha espresso la cosa in modo mirabile: non sto reagendo solo a questi due piccoli fatti, ma ad un accumulo di volte in cui ti sei adattata, hai sorriso ed hai nascosto il dispiacere. Adesso il mio corpo sembra dirmi “basta, questa volta non riesco ad ingoiarlo”. Le persone vedono che sei cambiata soprattutto quando vedono con i propri occhi che stai cominciando a scegliere. Il cambiamento deve consistere nel non lasciare più che la loro superficialità e disinteresse decidano per me: non devo annunciare al mondo che non porgerai più l’altra guancia, basta non porgerla più. 🙂