sembra strano

tornado-princess-of-sh

ma ho proprio voglia di essere travolta da un tornado.

presa dal vento e portata nell’occhio di un ciclone…dove non esiste sensazione e percezione di quello che ruota intorno…

un luogo che mi rappresenta in questo momento…

dove tutto è importante,

dove niente è importante.

…poi vorrei svegliarmi nella pace di lago …io ….e la mia fetta di luna piena dei sogni e dei desideri di tutti gli uomini, delle “cose perse”, delle cose dimenticate, quella fetta di luna che io non abbandonerò mai….dove c’è il mio cuore, il mio amore, la mia capacità di essere me stessa nonostante tutto.

barca luna

Nel mondo
io camminerò
tanto che poi i piedi mi faranno male
io camminerò
un’altra volta
e a tutti
io domanderò
finché risposte non ce ne saranno più
io domanderò
un’altra volta
Amerò in modo che il mio cuore
mi farà tanto male che
male che come il sole all’improvviso
scoppierà scoppierà.
Nel mondo
io lavorerò
tanto che poi le mani mi faranno male
Io lavorerò
un’altra volta.
Amerò in modo che il mio cuore
mi farà tanto male che
tanto che come il sole all’improvviso
scoppierà, scoppierà
Nel mondo
tutti io guarderò
tanto che poi gli occhi mi faranno male
ancora guarderò
un’altra volta.
Amerò in modo che il mio cuore
mi farà tanto male che
tanto che come il sole all’improvviso
scoppierà, scoppierà
Nel mondo
tutti io guarderò
tanto che poi gli occhi mi faranno male
ancora guarderò
un’altra volta.
Amerò in modo che il mio cuore
mi farà tanto male che
male che come il sole all’improvviso
scoppierà, scoppierà.
Nel mondo
io non amerò
tanto che poi il cuore non mi farà male.

Pablo Neruda: Non incolpare nessuno

sulla sabbia sogni

Non incolpare nessuno,
non lamentarti mai di nessuno, di niente,
perché in fondo
Tu hai fatto quello che volevi nella vita.

Accetta la difficoltà di costruire te stesso
ed il valore di cominciare a correggerti.
Il trionfo del vero uomo
proviene delle ceneri del suo errore.

Non lamentarti mai della tua solitudine o della tua sorte,
affrontala con valore e accettala.
In un modo o in un altro
è il risultato delle tue azioni e la prova
che Tu sempre devi vincere.

Non devi amareggiarti del tuo fallimento
né attribuirlo agli altri.

Accettati adesso
o continuerai a giustificarti come un bimbo.
Ricordati che qualsiasi momento è buono per cominciare
e che nessuno è così terribile per cedere.

Non dimenticare
che la causa del tuo presente è il tuo passato,
come la causa del tuo futuro sarà il tuo presente.

Apprendi dagli audaci,
dai forti,
da chi non accetta compromessi,
da chi vivrà malgrado tutto.
Pensa meno ai tuoi problemi
e più al tuo lavoro.
I tuoi problemi, senza alimentarli, moriranno.

Impara a nascere dal dolore
e ad essere più grande,

che è il più grande degli ostacoli.

Guarda te stesso allo specchio
e sarai libero e forte
e finirai di essere una marionetta delle circostanze,
perché tu stesso sei il tuo destino.

Alzati e guarda il sole nelle mattine

e respira la luce dell’alba.

Tu sei la parte della forza della tua vita.

Adesso svegliati, combatti, cammina,

deciditi e trionferai nella vita;

Non pensare mai al destino,

perché il destino

è il pretesto dei falliti.

Pablo Neruda

penso a coloro che conosco…”marionette delle circostanze””.

a chi non è capitato nella vita di non essere una marionetta di avvenimenti imprevisti che ci fanno sentire smarriti, incapaci di gestirci, persi nell’immensità della difficoltà dell’esistere? A me è successo ed anche a tante persone che conosco. Penso che è vero che pensando meno ai problemi…si ridimensionano invece che diventare smisurati, che divagare la mente aiuta tantissimo. Adoro il passaggio “Il trionfo del vero uomo proviene delle ceneri del suo errore”.
Talvolta non siamo noi a fare quel che volevamo della nostra vita, talvolta annulliamo noi stessi per favorire un’altra persona che amiamo….ma siamo sempre noi ad annichilire noi stessi perchè non ci amiamo, non ci rispettiamo, non ci fidiamo di noi…ma ciascuno – un giorno – può guardare se stesso nello specchio della vita e “crescere”…libertà è una parola troppo grande.
Sento mia ogni parola di questo scritto….caro Pablo…..tu hai colto l’essenza    del diventare Uomini con la lettera maiuscola. Grazie.

il niente

volar

il niente è una grande cosa, dal niente può nascere il tutto.

il niente non ha inizio, non ha fine, non ha confini.

guardo nel palmo delle mie mani aperte a coppa…non c’è niente.

ma è negli occhi di chi guarda la possibilità di vedere nel niente

terreno fertile e i semi della vita.

l’orizzonte

piedi sabbia

ci sono attimi nei quali interroghi  l’orizzonte della vita…

e indagando nella sabbia tra le dita sfiori il desiderio di  presagi del  futuro….

la risposta è nel rumore della risacca, la voce della natura che parla del dono

dell’attimo.

un attimo prima un granello di sabbia cantava amore alla conchiglia sulla riva

un attimo dopo un’onda biricchina la trascina verso il blu stellato della notte del mare illuminato dalla luna.

e tutto intorno è una musica fatta di emozioni….

“il vecchio sognava i leoni”

“vecchi” tempi moderni

Caro diario, rieccomi qui!

passato anche Ferragosto, mi restano due settimane di ferie. Cosa è accaduto in questi giorni? a parte ciò che sai nella sfera privata….mi va di “ricordare” qui due faccenduole accadute che non voglio perdere del mio percorso di vita.

Prima la più importante: Piccola Freccia. Quasi sedicenne, da mesi mi torturava per avere un suo mezzo di trasporto…il famigerato motorino.

Speravo di potermi permettere una microcar….ma non è stato possibile per sopravvenuti imprevisti economici….quindi da una microcar usata siamo “precipitati” ad un ciclomotore usato. Piccola Freccia ha accettato di buon grado, con intelligenza, comprensione e rassegnazione il cambiamento di programma dato che mi sono profusa in spiegazioni necessarie ad un insegnamento di vita più che a una giustificazione di spesa.

Ma cosa mi piace ricordare qui? …la bellezza della felicità che brillava nei suoi occhi quando si è trovato davanti al Suo scooter con le chiavi in mano. Le chiavi della felicità.  Il bello che mi ha dato immensa gioia ed orgoglio è stato che lui non vedeva i danni alla carrozzeria, il buco sul sellino, il guasto del contagiri, le difficoltà di accensione….no, lui guardava quel motorino come se  fosse una Ferrari ultimo modello uscita lucida di fabbrica.

E’ questo che mi è piaciuto. Perchè una piccola parte di me si sentiva un po’ in colpa per non essermi potuta permettere un mezzo migliore, senza danni, magari nuovo.

Anche se la saggezza consigliava di prendere esattamente un mezzo così essendo destinato alle sue prime esperienze…meglio già mal messo che preso sano e vederlo rovinare sotto i propri occhi.

Ma mi son detta: “hai agito alla vecchia maniera Angela, hai fatto bene! Si comincia così…dalle piccole cose”…che per lui ora hanno un valore intrinseco maggiore che se invece mi fossi potuta permettere uno scooter nuovo appena preso il patentino.

Invece il mio Piccola Freccia ha dovuto aspettare quasi un annetto…..ogni giorno sfogliava tutti gli annunci….sognava…desiderava….aspettava….e quando finalmente gli è arrivato quel mezzo rottame per lui la gioia è stata immensa. Per non parlare del primo viaggio alla guida del suo “meraviglioso” scooter. Io davanti a fare strada, lui dietro che non riusciva a superare i 50 hahahahhah….esattamente ciò che volevo!!!

Ora avrà modo di affrontare i piccoli problemini che ti da un mezzo “vecchio”….dovrà sistemare il tachimetro, fare dei piccoli risparmi per permettersi gli accessori o le altre riparazioni che riterrà opportune…e pian pianino si farà le ossa, un po’ d’esperienza e capirà il valore delle cose.

Sono proprio contenta di non essermi potuta permettere qualcosa di meglio…certe volte essere “poveri” è un bene!!!

Ma soprattutto sono contenta che Piccola Freccia abbia “risposto” con tanta meravigliosa piccola grande felicità a questo suo enorme passo avanti nel cammino per diventare adulto. 🙂

poteva benissimo mettere il muso perchè si aspettava di meglio, invece era contentissimo. Grazie a Dio, grazie alla sig.ra Vita….questo è di certo un evento da ricordare!!

Altra cosa da ricordare riguarda il mondo delle mie amicizie..e il mio cambiamento in questa materia, la mia “nuova” maturità e consapevolezza in tal senso.

Ho dimenticato un invito a cena. Mea culpa. Già, imperdonabile. Una parte di me è d’accordo. Ma è davvero quasi imperdonabile dimenticare un invito a cena di un’amica che ti conosce da vent’anni? Son sincera…mi ha chiamata per invitarmi il mio penultimo giorno di lavoro la mattina mentre ero in ufficio. Avevo la testa piena di tutte le cose da fare prima di chiudere l’ufficio, tutto quello che dovevo assolutamente fare, da ricordare per quando rientravo senza contare che sono andata in ferie con ancora la scrivania piena di documenti per pratiche da sistemare…ma se non l’avessi fatto ero ancora in ufficio a lavorare.

Ricordo che subito dopo aver chiuso la conversazione un campanello d’allarme mi disse: mancano ancora 3 giorni e di pensieri ne hai tanti…meglio che prendi un appunto di memoria sul cell.

già, me l’ero detta…ma le cose da fare erano a cascata, non ne avevo finita una che dovevo sistemarne un’altra…finì la giornata, non presi l’appunto….e……..l’impegno della cena fu sommerso da altri impegni. Piccola Freccia partita per le vacanze, mia madre con i problemi al ginocchio, e la mia partenza in tempi brevissimi. In sintesi…quando la sera della cena mi squilla il cell, rispondo e la mia amica mi fà: dove sei? ….mi è caduta una trave addosso. Mi sono ricordata con un’esplosione nel cervello dell’impegno preso. Ho visto frecciare davanti a me i volti delle persone invitate con me che avrebbero appreso della mia “deficienza”….e …..bhò. L’avevo combinata così grossa che mi chiedevo quali sarebbero state le conseguenze con la mia amica…conoscendone il caratterino.

Ebbene…..quando l’ho ricontattata per parlarci….mi ha mandato un sms dicendomi che la cosa è gravissima. Che non ha nessuna intenzione di farmela passare liscia.

ok. Una parte di me arriva a comprendere. Una parte di me no. Una parte di me è molto irritata del fatto che lei non abbia voluto nemmeno sentire le mie spiegazioni. Potrebbero essere banali e insufficienti…certo. Ma almeno sentirle, no? Insomma…al lavoro sei “costretto” a mandar giù bocconi amari e comportamenti sgradevoli perchè ti danno da mangiare. Nella vita quotidiana ti tocca far buon viso a cattivo gioco ogni qualvolta ti capita di trovarti in situazioni di “dipendenza” da altri…che ne so’ con l’impiegato della posta o della banca, con il funzionario del ministero per la pratica, in mille situazioni diverse. Con un’amica che mi conosce da vent’anni con i miei pregi e difetti no.

Non voglio sentirmi sotto processo. Ho ammirato ed apprezzato il comportamento di Ass in una situazione analoga. Appuntamento dimenticato. Lei mi chiama…e anzi…quella sera stavo male e non le ho neppure risposto al telefono e lei passò la serata preoccupata per me.

IL giorno dopo…la chiamai per scusarmi….e lei era parecchio scocciata, mi disse “non prenderò mai più appuntamento con te” ma la sentivo ridere sotto i “baffi” (no, non ce l’ha i baffi….è bellissima!!!) e restammo d’accordo che la prossima volta che volevamo vederci la dovevo chiamare dieci minuti prima di uscire da casa. Ecco….questo è il comportamento che mi aspetto da un’amica, un’amica che mi rende le giornate felici, serene, che mi capisce e mi sostiene sempre…anche quando il “cervello” mi fa acqua da tutte le parti.

Chissà come andrà a finire con P…..non lo so.

Ma so che oramai sono pronta a rivedere tutto il mio bagaglio di amicizie, e voglio che nella vita a camminare mano nella mano con me ci siano persone che realmente mi vogliono bene e mi accettano difettosa come sono….esattamente come io sono disposta ad accettare i difetti altrui senza bisogno di processi. Voglio una vita nuova….

voglio una vita “prendila alla leggera”….

voglio una vita:

take it easy

perchè la vita ci pensa già da sola molto spesso a regalarci momenti complicati, difficili, dolorosi….in solitudine. E almeno in compagnia…..viva la leggerezza!!!

🙂

in conclusione…alla mia amica P manderò penso lunedì un altro sms con una richiesta di appuntamento per fornire scuse e giustificazioni….poi….si vedrà!!!

Ma di certo ho capito che ho imparato che nella vita io sono la pasta.

l’amore, l’amicizia…..è il sugo.

la pasta con il sugo è immensamente più buona che da sola….ma anche di sola pasta si sopravvive ed io ho imparato a sopravvivere di me con me.

certo,  quando c’è il sugo…..è tutto più buono, più bello, più luminoso, più….PIU’!

viva la pasta, viva il sugo!

ed ora vado a prendere un po’ di freschetto sul mio microscopico balconcino….altrimenti evaporo qui!

buonanotte caro diario, buonanotte dolce e meraviglioso mondo!

smack

un giorno speciale

oggi è un giorno speciale.

come sto io?

…….meglio non scrivere niente.

meglio non scrivere niente….solo una parola.

Auguri.

Emily Dickinson ….

goth-girl-in-the-rain

lei e ….la dignità  dell’ amare.

Non con una Clava, il Cuore si spezza
Né con una Pietra –
Una Frusta tanto sottile da non poterla vedere
Ho sentito

Sferzare la Magica Creatura
Finché cadde,
Eppure il Nome di quella Frusta
Troppo nobile allora per rivelarlo.

Magnanima come un Uccello
Da un Ragazzo scovato –
Che canta alla Pietra
Da cui è ucciso –

La vergogna non deve acquattarsi
In una Terra come la Nostra –
Vergogna – stai diritta –
L’Universo è tuo.

(E.Dickinson)

arrabbiata

si dice che caratteri “pacifici” fanno una gran fatica ad esternare i loro malesseri.

ci sono persone che pur di non perdere l’amore del mondo circostante si adattano a tutto quel che di sgradevole, fonte di sofferenza ed altro gli viene propinato.

lo so bene. Faccio parte del gruppo.

ed ho impiegato una vita per riuscire a dire “sono arrabbiata con i miei parenti”.

ed ho impiegato una vita, la mia vita, a dire chiaramente in faccia a mia madre quel che penso adesso.

domanda: viene tua cugina il giorno xx di agosto a portare le partecipazioni del matrimonio…tu ci sei?

risposta: non lo so. Non è il mio primo pensiero dover adattare i miei impegni ai loro impegni. basta. non lo faccio più.

per tutta la vita ho fatto quel che sentivo di fare perchè sentivo di voler far parte della mia famiglia…e dato che ne ero stata tenuta al di fuori per colpe non mie….quasi portassi comunque un fardello di colpa da scontare mi adattavo sempre a tutto e non chiedevi niente. per anni.

per poi sentirmi dire “tanto non siete come noi?” “tanto per quanto farete….voi non siete parte della famiglia come noi che siamo cresciuti insieme”.

bene così.

tutto in polvere …tutto.

tutte le volte che non stavi a fare il conto dei viaggi che facevi….era bello andarli a trovare….anche se loro “la famiglia unita” …non venivano mai da noi.

e passavi sopra al fatto che c’erano i “rituali” da seguire….è giusto…tu ti devi adattare alla loro vita….tu non c’eri, tu non ne fai parte.

ma ogni volta che andavi c’erano sorrisi e porte aperte.

già.

ma era tutto ipocrita. perchè era tutto solo una recita perchè anagraficamente qualcuno al comune aveva trascritto che nascevi dallo stesso “albero genealogico”.

non c’era vero affetto….non c’è.

e sono arrabbiata con loro. perchè non è colpa mia se è accaduto 50 anni fa quel che è accaduto. perchè non è colpa mia se ci sono persone che non accettano che capitino cose che non possono controllare e la rabbia le fa comportare in modo indegno.

no.

finalmente lo dico. non è colpa mia.

per voi “non sono una come voi della famiglia”?

bene. mi sta bene.

resterò sola …qui…con i reietti.

ma sono stanca di chinare la testa perchè volevo solo essere amata.

basta.

chi mi ama mi ama come sono.

non in virtù di come vogliono che io sia ed in misura di quanto io mi adatti al ruolo che loro mi impongono.

basta.

vi ho offerto tutto il mio bisogno d’amore su un piatto d’argento con il mio cuore in mezzo…..ma non ve ne è importato.

era solo un moscerino sulla vostra vita già standardizzata…..

io non c’entro con voi.

me l’avete fatto capire bene, grazie.

ora…..venite pure a portare la partecipazione al matrimonio.

farò il regalo, verrò ad assistere al giorno delle nozze come “conveniente agli usi e costumi”.

ma nel mio cuore è più vicina una persona che sta a 700 km che voi che state a 70.

(sfogo “privato” di una donna dopo 40 anni che aspetta di essere accettata …invece …si sente dire che comunque….non potrà mai, mai, essere una di famiglia, ed è disposta ad accettarlo con tutto quel che comporta in entrambe le direzioni)

una fortuna

donna in bianco sul mare oro fiorent.

è una fortuna quando un’onda più forte

strappa

un relitto alla riva, un’anima sognante…

e lo riporta nel mare.

è una fortuna.

l’onda ignara …..abbraccia la spiaggia, si scioglie dall’abbraccio ritraendosi al mare

e porta lontano con se

l’anima addormentata sulla battigia.

la prende, lei è inconsapevole.

stava lì, tra la sabbia e i cocci di conchiglia dormiva e poi ogni tanto sta a guardare quel pezzetto di cielo …

sempre lo stesso.

ma quell’onda…..la prende per mano e la trascina verso il blu,

verso le sirene, verso isole misteriose, verso vele spiegate al vento.

la strappa alla sua spiaggia…..e lei, l’anima addormentata….si fa portare via.

è bello partire così.