si, non è da me…ma se non butto fuori un po’ di veleno facendo buoni/cattivi propositi questa giornata verrebbe presto dimenticata senza costrutto.
dunque…oggi ho imparato un bel po’ di cose. più che imparato focalizzato:
1 ) completamente illuminata una falsa verità. Nei primi anni di fidanzamento di Piccola Freccia la fidanzata veniva a dormire a casa nostra per stare con lui. In quel periodo vista la frequentazione nel we si stava costruendo un rapporto. o almeno così appariva il quadretto. anche se scorci di “verità” venivano fuori. i viaggi in macchina in silenzio per esempio…di questi serbo una memoria più intensa, senza contare i sussurri a Piccola Freccia di mie defaillance in casa. Prodotti scaduti che stavano in frigorifero o in dispensa ad esempio. cosa che non mancava di far notare al mio piccoletto che poi veniva a riferirmelo in segretezza ma contrariato. COme se io fossi stupida o non conoscessi mio figlio per capire che l’appunto era stato mosso da lei. ok…..passi pure. veniamo ad oggi. giornata tutto sommato piacevole, anzi, più che piacevole. siamo stati bene sia io che mio fratello e mio nipote che sono stati invitati al mio seguito per gentilezza e cortesia. tutto ok. allora cosa c’è che non va? una cosa innocente ma che risuona nel mio cuore e nel mio cervello come un grappolo di bombe a mano. la mia consuocera, brava persona e di buon cuore (va detto), chiacchiera e chiacchiera con sincerità e ogni santissima volta che parlo con lei di persona o al telefono mi racconta quello che fa con la figlia. ok,,,attacchi di gelosia. e sia. mi autoperdono. ma cosa mi ha fatto male oggi? oltre ai soliti racconti di condivisione che per me sono nebbia mattutina che scompare in un paio d’ore? mi ha informata, e Dio solo sa perchè, perchè non ricordo assolutamente come è finita nel discorso, che faranno il consueto viaggetto – regalo di compleanno -a Trieste. Nulla di strano, tranne il fatto che tutti sanno che sono anni che dico che vorrei andare a trieste. a vedere il castello di miramare. quindi…dico…una donna, ovvero mia nuora, che diceva che ero come una seconda mamma, e che dovevo considerare lei come una figlia…come mai non ha detto: hei, vorrei organizzare un viaggetto con mamma a Trieste, so che ci volevi andare anche tu, perchè non vieni con noi? no perchè con tua mamma avresti potuto andare in altre 1000 città italiane sole solette…se organizzi un viaggio in una città che per me è così importante (e lo sa….anche quest’estate pensavo di andarci da sola partendo da bologna, quindi lo sa benissimo) perchè non coinvolgere mamma2?
semplicissimo, e questa è in sostanza l’illuminazione: perchè quello che mi diceva quando frequentava questa casa erano illusioni. Miraggi a voler essere buone, miraggi ai quali credeva, forse. Non voglio essere malvagia e pensare che mentisse…ma di fatto lei ora fa i suoi comodi con mammina sua e a me ha lasciato speranze e illusioni. miraggi appunto.
non me lo merito. non mi merito tutta la solitudine che provo. no.
e qui arriviamo al punto
2 ) perchè sono sempre sola? oddio, non è vero che sono sempre sola, per carità. faccio anche un bel po’ di cosette…ma sento che non mi basta più. o meglio, non mi va più di farmelo bastare. allora una domanda sorge spontanea: cosa fa diventare interessanti le persone al giorno d’oggi? cosa spinge le persone a cercare la compagnia di Tizia invece che di Caia? analizziamo gli argomenti di conversazione più gettonati (almeno tra le colleghe del mio ufficio), ovvero quelle che ti rendono trendy, interessante: viaggi, palestra, pranzi/cene instagrammabili. vestiti, culi, tette e labbra.
cose che per la verità io forse con uno spirito in fondo in fondo un po’ snob ho sempre evitato, considerandole di scarsa importanza.
ma oggi….oggi sono stufa e stanca di non essere trendy. voglio cominciare a vivere, avere qualcosa che mi fa sentire viva. e comincio con il viaggio a torino. non per il mio vecchio amore. no, per un nuovo amore. artemisia gentileschi. a torino c’è la mostra del suo paparino ed io, costi quel che costi, ci voglio andare.
3 ) e qui viene su l’acido, il vetriolo. l’unica cosa che mi è stata di conforto dopo aver versato lacrime amare mentre tornavo a casa, dopo aver seppellito il dolore in un pacchetto di stuzzichini ed essermi comprata due libricini Harmony History per sognare, è stato paragonarmi alla consuocera. alta un metro e tanta voglia di crescere, tanta palestra ma poco risultato, poverina il volto precocemente invecchiato (di questo sinceramente mi spiace perchè comunque è una persona buona, non cattiva e non criticona). allora, io di certo non sono una bellezza, anzi. anzi proprio no. sono una che si trascura. e se Dio volesse mandarmi una fulminata in capa se mi lamento mi starebbe pure bene. la materia prima il buon Dio e la mia adorata cara mamma me l’hanno data. sono io che trascuro tutto, anzi, faccio mezzo passo avanti e tre indietro. e se qualcuno per caso capitasse in questo mio piccolo mondo saprebbe benissimo di quante milioni di volte faccio buoni propositi che finiscono sotto i miei piedi. stavolta forse…e sottolineo forse, è la volta buona grazie alla mia dottoressa diabetologa. le punture per dimagrire. fanno dimagrire tutti. e ci mancherebbe solo che solo a me non fanno dimagrire. vorrei solo che lo stato d’animo infuocato che mi anima adesso restasse su di me per 5/6 mesi.
cosicchè quando la mia consuocera mi parlerà di faccio questo con mia figlia, o faccio quest’altro con mio marito…io mi consolerò pensando che anche io ho chi desidera viaggiare e fare con me. perchè la bellezza apre tutte le porte, è il biglietto da visita che ho sempre snobbato…ma che adesso mi serve per rivendicare me stessa. la me stessa che si è persa, sfibrata, consumata in questi ultimi circa 10 anni. in pratica la discesa agli inferi è iniziata con la caduta nella metro, nel voler restare sola per occuparmi di mamma senza distrazioni, nel concentrarmi nel lavoro, nel…rinunciare a me, in pratica aver completamente rinunciato a me. Forse anche perchè costa impegno, sacrificio, denaro. ed io pensavo fosse secondario pensare a me, anzi…è secondario pensare a me…prima viene mio figlio. ma ora mio figlio pensa a se, quasi quasi è ora che penso anche a me. penso ad entrambi…ma daje angy, pensa a te. baci, bacini, bacioni